Indice della lezione
Il Concetto di Château
Il prestigio e l’identità vitivinicola della regione di Bordeaux sono indissolubilmente legati al concetto di Château, termine che non indica semplicemente un castello, ma identifica la grande azienda produttrice e i suoi vigneti, i quali sono generalmente accorpati in un unico e vasto possedimento attorno alla proprietà.
Il Taglio Bordolese
L’enologia bordolese si fonda sulla suprema arte dell’assemblaggio, mondialmente nota come Taglio Bordolese. Il taglio bordolese rosso è composto principalmente dal Cabernet Sauvignon, vitigno che costituisce la spina dorsale del vino donando grande struttura e immensa longevità, dal Merlot, che interviene per conferire rotondità, polpa e finezza, e dal Cabernet Franc, che arricchisce il bouquet con un’intensa complessità aromatica. Altrettanto celebre è il Taglio Bordolese bianco, che si basa sulla perfetta sinergia tra le uve Sémillon, Sauvignon Blanc e, in misura minore, Muscadelle.
Riva Sinistra e Riva Destra
Dal punto di vista orografico e pedoclimatico, l’estuario della Gironda e i fiumi Garonna e Dordogna spaccano nettamente la regione in due territori con vocazioni opposte. La Riva Sinistra, che comprende le celebri aree del Médoc e delle Graves, è caratterizzata da suoli spiccatamente ghiaiosi e caldi: questi terreni drenano perfettamente l’acqua e immagazzinano il calore diurno per cederlo durante la notte, creando l’habitat ideale per far maturare alla perfezione un vitigno tardivo ed esigente come il Cabernet Sauvignon. Sul versante opposto, la Riva Destra, che ospita le prestigiose zone di Saint-Émilion e Pomerol, è invece dominata da suoli di matrice argillosa, freschi e capaci di trattenere l’acqua, rivelandosi il regno incontrastato per l’eccellenza del Merlot.
La Classificazione del 1855
L’architettura legislativa e commerciale della regione è governata da sistemi storici, primo fra tutti l’inequivocabile Classificazione del 1855, promulgata per volere di Napoleone III. È fondamentale specificare tassativamente che questo sistema divise i vini rossi del Médoc in cinque categorie gerarchiche, partendo dal vertice assoluto dei Premier Cru Classé fino ad arrivare ai Cinquième Cru Classé, basandosi esclusivamente sulle quotazioni commerciali dell’epoca. Parallelamente e con criteri differenti, i vini bianchi dolci dei comuni di Sauternes e Barsac vennero suddivisi in sole tre categorie: il vertice unico del Premier Cru Supérieur (assegnato al solo Château d’Yquem), seguito dai Premier Cru e infine dai Deuxième Cru.
Le Classificazioni del Novecento: Graves e Saint-Émilion
Nel corso del Novecento, le altre zone hanno sviluppato i propri criteri di classificazione. La classificazione delle Graves, istituita nel 1953 e completata nel 1959, non prevede gerarchie interne, ma si limita ad assegnare il titolo di “Cru Classé” ai migliori vini rossi e bianchi del territorio. La classificazione di Saint-Émilion, varata nel 1954, si distingue invece per la sua dinamicità, essendo l’unica a prevedere un aggiornamento e una revisione ogni dieci anni. Rappresenta un’eccezione assoluta e affascinante l’area di Pomerol, che vanta l’assoluta assenza di qualsiasi classificazione ufficiale, basando il proprio prestigio mondiale unicamente sulla fama e sull’indiscussa qualità delle singole tenute, come nel caso del leggendario Petrus. Infine, per raggruppare e valorizzare i produttori e gli châteaux esclusi dalla lista del 1855, sono state introdotte e regolamentate le menzioni Cru Bourgeois, sottoposta a revisioni periodiche, e Cru Artisan, riservata alle piccole tenute a conduzione familiare che curano l’intera filiera produttiva.
Sauternes, Barsac e la Muffa Nobile
A sud di Bordeaux, nei limitrofi territori di Sauternes e Barsac, la natura e il clima favoriscono un vero e proprio miracolo chimico: la formazione della Muffa Nobile (il fungo microscopico Botrytis Cinerea). Grazie all’alternanza di umidità e sole, questo fungo attacca i grappoli di Sémillon e Sauvignon Blanc, perforandone la buccia. Questa azione provoca la rapida evaporazione dell’acqua contenuta nell’acino e induce una formidabile concentrazione di zuccheri e glicerina. La vinificazione di questi mosti densissimi origina vini dolci muffati (Vins Liquoreux) di straordinaria morbidezza, eleganza e longevità, impreziositi da un corredo aromatico inconfondibile dominato da note di zafferano, miele, frutta candita e cera d’api.
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